Quando esco per strada con i miei umani, spesso la gente che incontriamo si ferma e fa delle domande. La mamma ha provato a fare una specie di hit parade di quelle che vanno per la maggiore, visto che bene o male un po' si ripetono sempre. A parte quelle tipiche di tutti i cani, tipo: "scusi, morde?" oppure "lo posso accarezzare?", ci sono quelle specifiche del mio caso tipo: "ma é un husky?", talvolta mi prendono invece per un pastore maremmano o un samoiede. In effetti ci assomigliamo molto e quindi é comprensibile l'incertezza.
In vetta alla classifica invece ci sono le tre domende piú gettonate in assoluto e queste fanno sempre sorridere la mia mamma, la quale sta ponderando seriamente di farsi stampare le risposte su una maglietta, da indossare quando va a passeggio con me.
Meglio sarebbe farne stampare due, una in italiano e una in tedesco, per dissipare i dubbi ad ambedue le popolazioni, a seconda di dove ci troviamo...
In terza posizione nella scaletta troviamo la domanda: " Patisce parecchio il caldo con tutto quel pelo?" Questa appena si alza la temperatura sono in pochi a non porla.
La mia bipede non avendo tutto il mio pelo addosso, giudica male, ma é abbastanza convinta che il mio vello mi isoli bene in tutti i frangenti, inoltre, essendo di colore bianco, mi scaldo meno e soffro sicuramente in maniera ridotta rispetto ai cani scuri di manto. Ma cosa indiscutibile é che se mi fa caldo mi fiondo nell'acqua e sto bello freschino tutto il giorno. Ok, lo faccio anche d'inverno, quindi mi sa che non vale?
Allora la risposta a questa domanda da parte della mamma suona cosí: "Arno suda cosí tanto che il piú del tempo é bagnato fradicio...!"
Al secondo posto troviamo la domanda: " Oddio ha una macchia nera sulla lingua... Lo ha portato a far vedere? Tante volte fosse di natura maligna.."
Qui la mamma é piú tranquilla, perché lo sa che alcuni cani con le mucose nere sviluppano macchie sulla lingua e ne conosciamo anche alcuni di altre razze, che condividono questa mia caratteristica.
Comunque é gentile da parte delle persone preoccuparsi per la mia salute, la mamma lo apprezza davvero tantissimo ed é piú che contenta di poterli rassicurare, per ovvi motivi.
Quindi la risposta a questa domanda suona in questo modo: " Non si preoccupi, l'unica con la lingua maligna é la padrona del cane e non c'é speranza di miglioramento, visto che é un pezzo che ha raggiunto l'etá della ragione..."
Ma il primo posto in cima alla hit parade va alla domanda che non solo ricorre di piú, ma allo stesso tempo é quella il cui dare la risposta diverte in assoluto la mia bipede, perché tutte le volte lascia l'interlucutore letteralmente spiazzato! E questa domanda é: " Mamma mia che pelo bianco, lo deve lavare sicuramente spesso! Ogni quanto gli deve fare il bagno?"
Risposta: " Due volte all'anno, una d'inverno e una d'estate." Qui dovreste rimirare gli occhi a uovo al tegamino che vengono ai piú! Non ci credono, si sentono presi per i fondelli e tendono a voler prendere il largo. La sfacciata, peró questa volta dice proprio la veritá, il bagno me lo impone solo queste rare volte. Primo perché si sciupa la protezione naturale del pelo, secondo perché io mi rotolo immediatamente appena ne ho l'occasione per perdere quel tanfo bestiale che emano dopo lo shampoo e terzo e da non disdegnare come ragione, perché lavarmi nella vasca é una fatica immane! Inoltre io mi sciacquetto tutti i santi giorni in qualche corso d'acqua, dentro e fuori, fuori e dentro, quindi sono sempre pulito al top e sviluppo un sano profumo da cane bagnato, che viene valorizzato dal caldo del calorifero in inverno e quello del Sole in estate. Insomma, non vi é motivo di distruggere questa opera della Natura con robe artificiali e artificiose.
Chi ha buon naso mi segua!!!...
domenica 1 luglio 2012
giovedì 21 giugno 2012
L'abbandono di Arno
Povero me! Scusate se mi piango tanto addosso, ma che altro mi rimane da fare? Sono veramente stravolto!
I miei genitori umani si sono defilati per un intero fine settimana, zitti zitti, senza dirmi niente, hanno preso la porta e via!
Ma io mi ero immediatamente ammoscato il tutto, infatti li osservavo arrabattarsi a mettere vestiti in una borsa grande. Cioé, io li osservo sempre. Praticamente oltre a mangiare e dormire é la mia unica attivitá. Quindi anche stavolta erano nel mio mirino.
E allora, direte voi non conoscendoli bene come li conosco io, che c'é di strano se uno prepara una borsa, non lo fanno forse anche quando ti portano con sé, come poco fa al mare?
Eh no, cari miei, no no no, qui gatta ci covava, eccome, parola di detective canino, questa volta lo vedevo dalle facce meste e gli sguardi pieni di vergogna che non avevano la piú lontana idea di portami con loro.
Eppoi, suvvia, vi prego, siate seri: quando mai questo branco si mette in movimento con una sola borsa?
Di solito quando partiamo tutti assieme, l'appartamento ribolle di movimento, diciamo pure che vige un casino bestiale: valigie, borsone, sacchetti, sacchi a pelo... Per non stare a nominare tutti gli accessori di cui un cane serio come me abbisogna in tutti i modi di portarsi dietro in viaggio, a cominciare dalle multeplici spazzole per il mio manto, la roba per pulire le orecchie, le medicine, il cibo, gli immancabili sacchetti per i miei bisogni corporali (che sono rimarchevoli), insomma soltano io riempio una sporta capiente. Invece questa volta niente rivoltamenti degli armadi.
Anzi, tutto fatto alla chetichella.
In sordina.
Non diamo nell'occhio, per caritá. Ma chi pensavano di fregare? Le mie orecchie potenti erano sintonizzate sul piú piccolo sospiro. I miei occhi attenti non si perdevano un movimento. Il mio tartufo infallibile captavano anche il minimo olezzo!
| Mi consolo facendo finta di essere un castoro... |
Loro ridevano, i due complici, il Gatto e la Volpe, ma avevano sicuramente la coda di paglia!!
E avevano un bel pretendere che io mi alzassi, niente da fare, facevo conto che miagolassero (= traduzione canina di "parlare in cinese").
Invece questi due malandrini, altro che discorsi, mi hanno abbandonato insieme appassionatamente.
Sono partiti alla volta di Francoforte sul Meno a trovare dei carissimi amici che non vedevano da tanti anni, in concomitanza con il loro anniversario di matrimonio (che sdocinati...).
Mamma mia, ero disperato!
| Almeno a Francoforte.... |
Nemmeno ciao mi hanno detto, con la paura che mi agitassi ancora di piú!
È un bel sistema, sí!
| ....il tempo.... |
| ....non era bello!! Tié!! |
Evviva rieccoli, direte voi, ma siccome non sono tonto io, non ho creduto nemmeno un secondo che si fossero pentiti e avessero ritrovato la via del ritorno.
No, ormai riconosco benissimo dai rumori che fa chi sta tornando a casa e quella che girava la chiave nella toppa era senza ombra di dubbio la mia sorella umana.
Che Dio la benedica!! Ho cercato di spiegarle la situazione orribile in cui ci trovavamo:
orfani..., abbandonati..., soli...
Ma lei era tranquilla, anzi quasi contenta e felice. Finalmente un fine-settimana in piena libertá!
| I miei fratelli umani mi coccolano!(Foto di archivio) |
Ad ogni modo almeno adesso non ero piú abbandonato del tutto al mio destino, quindi piano pianino mi sono un po' rinfrancato, ma ero lo stesso rimesso nelle mani di due cuccioloni umani nel pieno della pubertá, il che non mi consolava al cento per cento.
"Ma saranno capaci di andare a caccia?" Mi domandavo.
"Ma chi mi porterá a fare la passeggiata? Di solito sono sempre a giro per conto loro.."
"Ma chi mi metterá la pomatina negli occhi infiammati? Di solito lo sa fare solo la mamma...!"
Invece per fortuna é andato tutto bene, anzi benissimo!
Mi hanno straviziato, coccolato, nutrito e curato. Addirittura la mia sorella umana ha trasferito il suo giaciglio nel letto della mamma, per farmi sentire a mio agio e non costringermi a cambiare le mie abitudini, ma a quel punto, credo, ormai ero rasserenato e avrei dormito serafico anche in camera sua.
| Non ho dovuto rinunciare a niente, per fortuna!(Foto di archivio) |
Ma ho notato che anche quei due erano proprio felici di essere di nuovo a casina da me, anche se prima di abbandonarsi in effusioni verso di me, ci mancherebbe altro, hanno salutato da bravi i loro pargoletti, con un sacco di guaiti e abbracci. Solo quando si sono calmati mi hanno chiamato a loro e mi hanno strapazzato per benino.
Ah, che vita da cani, signori miei, una vera sofferenza la mia. Chissá se mi verranno gli incubi con questi cambiamenti della routine, comunque é piú facile che dipenda da quanto mangio la sera, visto che come tutti ormai sapete, sono diventato golosissimo grazie al mio giá rammentato chip. Ma questa é un'altra storia e ve la racconteró un'altra volta.
lunedì 11 giugno 2012
La vacanza di Arno
Per mia ulteriore fortuna, i padroni del nostro bagno sono felici di annoverare nel loro branco una cagnetta simpatica e scherzosa, che pur non andando matta per i tuffi in mare, non disdegna di giocare con il sottoscritto!
Allora semaforo verde per me!
Ma in spiaggia ci vado anche quando il tempo é piú gentile con i "prividipelo", allora peró mi portano alla spiaggia dei cani.
Che bella questa, per me una vera e propria avventura!
Per fortuna era davvero solo acqua, con solo uno o due pezzetti di osso di collo di pollo, subito assorbita dalla sabbia. La mamma ha pulito tutto meticolosamente lo stesso, sicuramente un po' si sentiva pure in colpa, ma io che potevo fare? Sono pure andato lontano dalle persone, in un angolino fuori mano, piú bravo di cosí!
Per la miseria, non esiste che i miei umani corrano un tale pericolo senza che io intervenga!
La cosa che mi piace piú di tutte, peró, é che ci sono sempre piú persone che portano il loro cane in vacanza con loro e anche oggi, piú tardi, arrivavano davvero tanti quattrozampe sul bagnoasciuga in compagnia delle loro famiglie, felici e giocondi, senza dare noia a qualcuno in veritá.
mercoledì 23 maggio 2012
La donna volante
Ebbene sí, miei cari lettori affezionati, ne ho combinata un'altra delle mie! Ahi! Ahi! Questa volta ho rischiato di venire bastonato sul serio. E niente di meno che dalla mia mamma umana, che stravede per me, quindi vi lascio immaginare la serietá della situazione. La bipede mi ha assicurato che se non mi ha tirato il collo oggi, ho buone probabilitá di morire di vecchiaia, a differenza di lei, che ormai é piú che sicura che la sua ora suonerá per merito addirittura mio! E che pensieri allegri anche oggi, direte voi, cari lettori, ma non dovete biasimarmi, in fondo, come dicevo all'inizio del post, ne ho davvero combinata una grossa delle mie.
Confessate, un po' di curiositá si affaccia nei vostri pensieri?
Ora vi racconto che bravata ho compiuto oggi: ho fatto volare l'umana come fosse un uccello migratore, al di sopra della bicicletta, nel bel mezzo della strada (non nel parco, eh, ma dove passano le macchine e le betoniere, e i TIR e chi piú ne ha piú ne metta!) e l'ho fatta atterrare sull'asfalto, sulla bicicletta (nuova! Ahi! Ahi!) facendo un finimondo.
Ma andiamo per ordine, sennó non si capisce niente!
Stamattina siamo usciti prima, perché l'umana era invitata a pranzo dai vicini che presto cambieranno casa e volevano fare un ritrovo d'addio, anche se non vanno a stare lontanissimi e probabilmente si vedranno piú allora da lontani che quando stavano a due metri di distanza. Gli umani sono fatti cosí, ancora non ho capito bene come funziona questa logica, ma sembra essere cosa corrente tra di loro.
Dunque partiamo come sempre belli disciplinati e vediamo un altro vicino che sta fermo davanti a casa, quindi la mamma va da lui a salutarlo e nel fare ció cambia le abitudini. Io sono, purtroppo per voi, un cane davvero abitudinario, pedante, quasi autistico nei miei rituali. Non mi piace nessun cambiamento. Anzi, io odio proprio i cambiamenti, mi mettono di cattivo umore, insomma, divento nervosetto e litigioso.
Mentre attraversiamo la strada di fronte a casa per indirizzarci verso il parco, sono al guinzaglio, cioé la mia mamma é in trappola, alla mia mercé finché non entriamo nell'area verde, dove mi dá il via e si rincuora di essere sopravvissuta anche questo giorno.
Ma ecco che alla nostra sinistra esce fuori un cagnolino, tipo topo spettinato, un genere di cane che di solito non degno di un'occhiata. Cosí la mamma procede tranquilla (poveretta), ma il topone e le sue due padrone attraversano la strada e vengono a trovarsi praticamente dalla mia parte, pochi metri davanti a me. Qui giá la mamma ha cominciato a sudare sangue, ma non aveva scampo, vista la distanza ravvicinata e nessuna possibilitá di scansarlo. E che fa il rognosetto? Si mette in assetto di guerra, tutto petto in fuori e coda ritta, e comincia ad abbaiare come un forsennato. Una sfida all'ultimo latrato. Ecco che parto in quarta e gli riabbaio, purtroppo dimentico della bipede attaccata dietro a me. SBANG!!! Il guinzaglio, nonostante lo tenesse in mano basso basso, circondava le sue spalle a tracolla come una borsa ed é rimasto, grazie al mio salto imponente per imporre la mia supremazia al grillino peloso, incastrato sotto al manubrio, il quale giá in rialzamento per la frenata disperata quanto inutile della mamma, con una leva cosí ha fatto rovesciare la bici in avanti, atterrando sul cestino, la mamma invece é atterrata sulla sua spalla sinistra e non vi dico cosa le é passato per la testa.
Primo: " Speriamo non arrivi una macchina dietro!"
Secondo: "Arno, accidenti a te, guai se corri in avanti, fermati!"
Terzo: " Ma tu guarda quante pietruzze ci sono in quest'asfalto!"
Quarto: "Arno, ti ammazzo, la bici nuova, accidenti a te!"
Quinto: " Ok, niente di rotto e il cagnaccio é fermo..!
Sesto: "Rialzati e salva un po' di dignitá!"
Settimo: " Meno male mi rialzo da sola, quindi é andata bene anche stavolta!"
Ottavo: " É la volta buona che mi faccio uno scendiletto di pelliccia bianca!"
Nono: " La bici pure pare abbastanza sana, solo pochi graffi!"
Decimo: " La spalla a dire il vero un po' male mi fa...."
Mentre questi dieci pensieri le fulminavano la testa in tre secondi, ecco che la signora del cagnetto combattivo, il vicino e altre persone non identificate, stordite dal volo spettacolare, numero degno del Circo Orfei, si precipitavano sulla vittima stralunata, e io, occupatissimo ad aspirare voracemente tutti i biscottini catapultati nell'impatto col suolo nel raggio di qualche metro, mi sono ricordato del mio dovere di cane pastore e mi sono messo ad abbaiare a tutti: che se ne stessero lontani dalla mia mamma, perdinci!
Quindi che figura! Perfetta! Meglio di cosí non c'é verso. E che fortuna, un Angelo Custode imbattibile si occupa della mia mamma, e da quando ci sono io deve fare gli straordinari, veramente solerte! Anche se la povera donna scricchiola come un antico parquette, ora anche la spalla sbatacchiata, i polsi rincalcati, per non parlare della spina dorsale presumibilmente piú corta di qualche centimetro!
Adesso che la passeggiata é finita (stesso programma nonostante le ossa offese), il pranzo é stato mangiato (buono, dice, io sono dovuto rimanere a casa, in punizione, sob!), il mio pranzo pure é stato servito (anche se un po' piú tardi, per punizione, sob!), vedo la mia mamma un po' sulle sue, ma quasi illesa e mi domando che cosa dovró inventare la prossima volta per avere una bella storia da raccontare!
State in guardia!
Confessate, un po' di curiositá si affaccia nei vostri pensieri?
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| Volare oh oh! |
Ma andiamo per ordine, sennó non si capisce niente!
Stamattina siamo usciti prima, perché l'umana era invitata a pranzo dai vicini che presto cambieranno casa e volevano fare un ritrovo d'addio, anche se non vanno a stare lontanissimi e probabilmente si vedranno piú allora da lontani che quando stavano a due metri di distanza. Gli umani sono fatti cosí, ancora non ho capito bene come funziona questa logica, ma sembra essere cosa corrente tra di loro.
Dunque partiamo come sempre belli disciplinati e vediamo un altro vicino che sta fermo davanti a casa, quindi la mamma va da lui a salutarlo e nel fare ció cambia le abitudini. Io sono, purtroppo per voi, un cane davvero abitudinario, pedante, quasi autistico nei miei rituali. Non mi piace nessun cambiamento. Anzi, io odio proprio i cambiamenti, mi mettono di cattivo umore, insomma, divento nervosetto e litigioso.
Mentre attraversiamo la strada di fronte a casa per indirizzarci verso il parco, sono al guinzaglio, cioé la mia mamma é in trappola, alla mia mercé finché non entriamo nell'area verde, dove mi dá il via e si rincuora di essere sopravvissuta anche questo giorno.
| Mamma mia, come vola!! |
| Cavolo, che botta!!!!! |
Primo: " Speriamo non arrivi una macchina dietro!"
Secondo: "Arno, accidenti a te, guai se corri in avanti, fermati!"
Terzo: " Ma tu guarda quante pietruzze ci sono in quest'asfalto!"
Quarto: "Arno, ti ammazzo, la bici nuova, accidenti a te!"
Quinto: " Ok, niente di rotto e il cagnaccio é fermo..!
Sesto: "Rialzati e salva un po' di dignitá!"
Settimo: " Meno male mi rialzo da sola, quindi é andata bene anche stavolta!"
Ottavo: " É la volta buona che mi faccio uno scendiletto di pelliccia bianca!"
Nono: " La bici pure pare abbastanza sana, solo pochi graffi!"
Decimo: " La spalla a dire il vero un po' male mi fa...."
| Bici nuova sgraffiata! |
Quindi che figura! Perfetta! Meglio di cosí non c'é verso. E che fortuna, un Angelo Custode imbattibile si occupa della mia mamma, e da quando ci sono io deve fare gli straordinari, veramente solerte! Anche se la povera donna scricchiola come un antico parquette, ora anche la spalla sbatacchiata, i polsi rincalcati, per non parlare della spina dorsale presumibilmente piú corta di qualche centimetro!
| Chi, io? Ma scherzate? |
State in guardia!
giovedì 17 maggio 2012
La Comunicazione é tutto!
Oggi piove ed é un freddo veramente non umano, fatevelo dire tranquillamente da uno tutto impellicciato come me, perché, se é pur vero che a me non dá per niente noia, purtroppo la mia umana
ne risente molto e per questo, prima di uscire a girovagare con me, ci mette delle ore a indossare tutti gli strati a lei necessari per resistere alle intemperie: per prima cosa i soliti vestiti, comprese calze e due maglie, poi stivali di gomma, pantaloni e giacca impermeabili, addirittura guanti e cappello, perché anche se sulla testa ne ha di peli, soffre il freddo alle orecchie a viaggiare in bicicletta, che non per nulla fa rima con "mammoletta". Vabbé che di pelo sulle orecchie (anche belle grandi per un'umana) non ne ha effettivamente alcuno, mentre io, meraviglia dell'evoluzione, sono attrezzatissimo in questo senso. Con 4 gradi fuori, e un vento mica male, alla mia povera bipede che é, a sua discolpa, italiana di provenienza, si gela ogni parte del corpo esposta alle intemperie, anche se sono ormai decenni che sta in Germania, la mollacciona!
Per me é chiaramente una tortura dover aspettare che si infili uno strato sopra l'altro: quando pensi che sia pronta, ecco che deve prendere ancora o le chiavi o il telefono...o tutt'e due!
Stiamo quasi per "mollare gli ormeggi" che lei si toglie invece i guanti e gira di qua e di là per tutta la tana, mugugnado parole incomprensibili: che cercherá adesso?
Considerate che a me scappano non poco i miei bisogni e anche se mi so controllare benissimo, non é gentile da parte sua approfittarne cosí!
Ah, erano finiti i sacchetti per la mia cacca, guai ad uscire senza quelli! Finalmente trovati ecco che sortiamo in giardino: mentre apre il lucchetto della bici, io salterello tutto intorno, felice come una Pasqua.
Ma fermi tutti, stop, e dove diavolo corre adesso?
Oh no, vuole rientrare in casa, prima peró deve trovare le chiavi giuste, quelle del lucchetto purtroppo non aprono la porta.
Io mi preoccupo alquanto, dove sparisce adesso? Non avrá mica suonato il telefono, sennó chissá tra quanto usciamo fuori, no, che dico, non puó essere che lei lo senta e io no...
Rieccola, almeno ha fatto veloce, ma che cosa ha in mano? Ah, la borsina dei biscottini, evviva, questa sí che é una buona idea!
Allora, che si va?
Apre il cancelletto, io aspetto tutto serafico scodinzolante che passi prima lei (cosí si illude che io la accetti come capobranco, che ingenua....) e che mi chiami, corro ma che guarda con quella faccia insoddisfatta?
Oddio, abbiamo dimenticato guinzaglio e imbracatura, anch'io non ci ho proprio pensato!
Eccoci che rientriamo di corsa, chiudi cancelletto, apri porta dopo aver ritrovate le chiavi di casa, cerca gli utensili, presto, andiamo. Finalmente!
Vabbé, io a questo punto devo fare un po' di scena e farmi rincorrere per il giardino dall'umana che mi tende l'imbracatura: se cedessi subito e la indossassi al primo tentativo, mi dite che gusto ci sarebbe? Ma é tutto teatro il mio, appena fa finta di incamminarsi senza di me, arrivo in un battibaleno e mi lascio impastoiare come un equino...
Ce l'abbiamo fatta!
Partiti!
Non voglio dire che tutti i giorni sia una storia cosí, ma quasi...
La situazione si aggrava specialmente quando il tempo fa questi sbalzi, perché ci butta all'aria tutta la routine. Comunque una volta arrivato nel parco e finalmente piú leggero di qualche etto, la perdono, é cosí carina, servizievole, mi fa un po' tenerezza persino... Ma non andate a raccontarlo in giro, sennó mi rovino la nomea, mi raccomando.
ne risente molto e per questo, prima di uscire a girovagare con me, ci mette delle ore a indossare tutti gli strati a lei necessari per resistere alle intemperie: per prima cosa i soliti vestiti, comprese calze e due maglie, poi stivali di gomma, pantaloni e giacca impermeabili, addirittura guanti e cappello, perché anche se sulla testa ne ha di peli, soffre il freddo alle orecchie a viaggiare in bicicletta, che non per nulla fa rima con "mammoletta". Vabbé che di pelo sulle orecchie (anche belle grandi per un'umana) non ne ha effettivamente alcuno, mentre io, meraviglia dell'evoluzione, sono attrezzatissimo in questo senso. Con 4 gradi fuori, e un vento mica male, alla mia povera bipede che é, a sua discolpa, italiana di provenienza, si gela ogni parte del corpo esposta alle intemperie, anche se sono ormai decenni che sta in Germania, la mollacciona!
Stiamo quasi per "mollare gli ormeggi" che lei si toglie invece i guanti e gira di qua e di là per tutta la tana, mugugnado parole incomprensibili: che cercherá adesso?
Considerate che a me scappano non poco i miei bisogni e anche se mi so controllare benissimo, non é gentile da parte sua approfittarne cosí!
Ah, erano finiti i sacchetti per la mia cacca, guai ad uscire senza quelli! Finalmente trovati ecco che sortiamo in giardino: mentre apre il lucchetto della bici, io salterello tutto intorno, felice come una Pasqua.
Ma fermi tutti, stop, e dove diavolo corre adesso?
Oh no, vuole rientrare in casa, prima peró deve trovare le chiavi giuste, quelle del lucchetto purtroppo non aprono la porta.
Io mi preoccupo alquanto, dove sparisce adesso? Non avrá mica suonato il telefono, sennó chissá tra quanto usciamo fuori, no, che dico, non puó essere che lei lo senta e io no...
Rieccola, almeno ha fatto veloce, ma che cosa ha in mano? Ah, la borsina dei biscottini, evviva, questa sí che é una buona idea!
Allora, che si va?
Apre il cancelletto, io aspetto tutto serafico scodinzolante che passi prima lei (cosí si illude che io la accetti come capobranco, che ingenua....) e che mi chiami, corro ma che guarda con quella faccia insoddisfatta?
Oddio, abbiamo dimenticato guinzaglio e imbracatura, anch'io non ci ho proprio pensato!
Eccoci che rientriamo di corsa, chiudi cancelletto, apri porta dopo aver ritrovate le chiavi di casa, cerca gli utensili, presto, andiamo. Finalmente!
Vabbé, io a questo punto devo fare un po' di scena e farmi rincorrere per il giardino dall'umana che mi tende l'imbracatura: se cedessi subito e la indossassi al primo tentativo, mi dite che gusto ci sarebbe? Ma é tutto teatro il mio, appena fa finta di incamminarsi senza di me, arrivo in un battibaleno e mi lascio impastoiare come un equino...
Ce l'abbiamo fatta!
Partiti!
Non voglio dire che tutti i giorni sia una storia cosí, ma quasi...
La situazione si aggrava specialmente quando il tempo fa questi sbalzi, perché ci butta all'aria tutta la routine. Comunque una volta arrivato nel parco e finalmente piú leggero di qualche etto, la perdono, é cosí carina, servizievole, mi fa un po' tenerezza persino... Ma non andate a raccontarlo in giro, sennó mi rovino la nomea, mi raccomando.
mercoledì 16 maggio 2012
domenica 13 maggio 2012
Una visita gradita e le mie nuove amiche!
Semplicemente sopravvissuti.
Niente veleno, fortunatamente, per me e nemmeno per il mio carissimo compagno Cosimo.
Per il momento nemmeno una denuncia, forse l'abbiamo fatta franca davvero?
Ce lo meriteremmo, tra tutti, visto che in fondo siamo stati proprio bravi e molto civili ed educati.
Siccome il mio pupillo Cosimo é finalmente venuto a trovarmi dal Sud dell'Europa, superando prima gli Appennini, attraversando poi la sconfinata pianura Padana e come ultima immane fatica scalando le Alpi, sono stato in buona, anzi ottima compagnia tutto il fine settimana lungo del Primo Maggio.
Per me un'esperienza bellissima, per il mio amico Cosimo, non so....
Povero cucciolone, quando é arrivato, dopo il viaggio piú lungo in assoluto della sua vita, era un po' spaesato. Poi, come al mio solito, non appena ne ho sentito l'odore in strada, anche se era ancora in macchina, sono letteralmente impazzito e addirittura ululavo agitatissimo, abbaiando sonoramente. Qui devo aprire una piccola parentesi, per spiegare l'origine di tanta emozione. La bipede, anche lei visibilmente agitata dall'imminente visita, é stata tutto il giorno a ripetermi ad intervalli regolari: "oggi arriva Cosimo!" Al che io, mica fesso fesso, lo avevo giá capito e quando ho avuto la conferma olfattiva che davvero il mio amico era cosí vicino, non ci ho visto piú dalla grande gioia. Col senno di poi, chissá che cosa deve aver pensato quel derelitto, prigioniero in macchina nel garage buio, con un cagnone delirante di felicitá sulla porta che rimbombava come in guerra! Difatti avrei veramente potuto essere piú delicato, ma come si sa, questo non é proprio il mio forte!
Comunque, passato il disorientamento iniziale, perfettamente normale e capibile, devo dire che Cosimo si é fatto proprio onore. Prima di tutto ha imparato alla velocitá della luce a salire gli scalini pungenti del terrazzino e presto, anche se sempre un po' poco convinto, ha accettatto anche i miei agguati a tradimento, a cui evidentemente non posso proprio rinunciare.
Anche se vedo che il piccolino si impaurisce da matti, non riesco ad evitare di tendergliene uno quando meno se lo aspetta! É l'istinto lupigno che ho in me!
La mamma lo definisce con un altro nome, ma siccome sono un cane educato, mi guardo bene dal ripetere l'espressione da lei scelta...
In fondo mica gli faccio del male, ognuno si diverte come puó! Solo che la mamma mia umana non si divertiva per niente, come sua usanza in questo tipo di situazioni, anzi, si sentiva veramente in colpa per il mio disdicevole comportamento, ma é risaputo che i bipedi sono in generale molto suscettibili e poco inclini all'umorismo. Insomma, io devo rimarcare che il capo sono io, sennó dove finiremmo se i piccoletti si mettessero in testa di avere carta bianca! In fondo queste regole non le ho fatte davvero io, fanno parte del patrimonio culturale canino!
Essendo del segno zodiacale del Leone, é chiaro che godo molto se qualcuno sottoposto mi ossequia. In fondo io a quel canino ci sono seriamente affezionato: lo rimbrotto a volte per insergnarli (anche se nessuno me lo chiede) a comportarsi come io ritengo giusto che un cane per bene si comporti, ma sono anche disposto a difenderlo da tutti gli altri cani. L'unico caso in cui sono intransigente e irremovibile, é quando si avvicina troppo alla mia sorella umana, la mia protetta per eccellenza. Essendo lei molto scapestrata e con mio grande cruccio anche molto indisciplinata, mi sono fatto carico di vegliare su di lei e guai a quel cane che me la tocca! Faccio fiamme dal naso! Infatti Cosimo non poteva saperlo, ma gliel'ho fatto presente in maniera inequivocabile.
Per tutto il resto ci siamo proprio affiatati e se solo fosse rimasto da noi piú a lungo, credo che nessuno sarebbe poi stato capace di dividerci mai piú. Devo dire che quando mi sono ammoscato che erano in partenza (le borse li tradiscono sempre, questi umani), mi sono proprio agitato e sono corso alla finestra a controllare se davvero stava avvenendo quel che paventavo. Visto che la mia mamma umana, previdente, mi aveva rinchiuso in casa, memore delle minacce della nostra Crudelia nel vicinato e essendo lei piú che convinta che avrei fatto il diavolo a quattro dalla disperazione di vedermeli filare via sotto il tartufo, ho assistito impotente alla dipartita del mio compagno di avventure, senza nemmeno potergli dare un'ultimissima leccatina di addio. Sono proprio senza cuore, e come si divertivano a vedermi sofferente alla finestra, rilegato e derelitto! Ridevano, pure! Tsé! Quando poi la mia mamma umana é rientrata in casa tutta triste anche lei, non l'ho considerata nemmeno un po'. Ho aspettato che mi mettesse il collare e prendesse il guinzaglio in mano prima di cominciare a dare segni che aveva in qualche modo attirato la mia attenzione. Una volta usciti, ho annusato il maciapiede, ma devo dire che l'ho fatto per ovvi motivi melodrammatici, perché in veritá ero ben cosciente del destino mio e di Cosimo e di essere stato ormai abbandonato, di nuovo solo col mio branco di matti.
Per mia fortuna, una volta entrati nel parco, abbiamo scoperto che le pecore erano tornate a pascolare dopo la pausa invernale, e, ancora piú interessante a scacazzare nei "miei" prati, quindi mi sono subito ripreso dal cordoglio e mi sono concentrato su questo nuovo hobby: come eludere la vigilanza della bipede e riuscire finalmente a rirotolarmi nella squisitamente profumatissima cacca che quelle povere stupidissime pecore seminano a tutto spiano dove poggiano una zampa. Un paradiso per un cane raffinato come me, come i miei lettori ben sapranno avendone giá accennato nel mio primo post.(C'é anche il film su come mi concio di solito in queste situazioni)
Niente veleno, fortunatamente, per me e nemmeno per il mio carissimo compagno Cosimo.
Per il momento nemmeno una denuncia, forse l'abbiamo fatta franca davvero?
Ce lo meriteremmo, tra tutti, visto che in fondo siamo stati proprio bravi e molto civili ed educati.
Siccome il mio pupillo Cosimo é finalmente venuto a trovarmi dal Sud dell'Europa, superando prima gli Appennini, attraversando poi la sconfinata pianura Padana e come ultima immane fatica scalando le Alpi, sono stato in buona, anzi ottima compagnia tutto il fine settimana lungo del Primo Maggio.
Per me un'esperienza bellissima, per il mio amico Cosimo, non so....
| Benvenuto, Cosimo, facciamo un brindisi!! |
Comunque, passato il disorientamento iniziale, perfettamente normale e capibile, devo dire che Cosimo si é fatto proprio onore. Prima di tutto ha imparato alla velocitá della luce a salire gli scalini pungenti del terrazzino e presto, anche se sempre un po' poco convinto, ha accettatto anche i miei agguati a tradimento, a cui evidentemente non posso proprio rinunciare.
Anche se vedo che il piccolino si impaurisce da matti, non riesco ad evitare di tendergliene uno quando meno se lo aspetta! É l'istinto lupigno che ho in me!
La mamma lo definisce con un altro nome, ma siccome sono un cane educato, mi guardo bene dal ripetere l'espressione da lei scelta...
| Da bravi "maschi" ci ignoriamo.... ma stiamo vicini! |
Essendo del segno zodiacale del Leone, é chiaro che godo molto se qualcuno sottoposto mi ossequia. In fondo io a quel canino ci sono seriamente affezionato: lo rimbrotto a volte per insergnarli (anche se nessuno me lo chiede) a comportarsi come io ritengo giusto che un cane per bene si comporti, ma sono anche disposto a difenderlo da tutti gli altri cani. L'unico caso in cui sono intransigente e irremovibile, é quando si avvicina troppo alla mia sorella umana, la mia protetta per eccellenza. Essendo lei molto scapestrata e con mio grande cruccio anche molto indisciplinata, mi sono fatto carico di vegliare su di lei e guai a quel cane che me la tocca! Faccio fiamme dal naso! Infatti Cosimo non poteva saperlo, ma gliel'ho fatto presente in maniera inequivocabile.
| Tanti bacini tra me e Cosimo! |
| Le mie nuove amichette... |
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